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A cura di Mirco Guarnieri

Introduzione

Dopo aver approfondito nell’articolo precedente il pianterreno di Casa Romei, nel presente elaborato si parlerà delle bellezze delle sale del piano nobile.

Il piano nobile di Casa Romei

Salendo le scale presenti nel cortile d’onore si giunge al loggiato superiore del piano nobile, anch’esso affrescato con motivi floreali e lo stemma della famiglia Romei. In questo piano si possono ammirare gli ammodernamenti richiesti dal cardinale Ippolito d’Este II, figlio di Lucrezia Borgia ed Alfonso I, quando l’abitato era già di proprietà del monastero Corpus Domini.

Le prime due sale del piano nobile presentano opere del XIV e XV secolo provenienti da alcune chiese di Ferrara come gli affreschi della Madonna con il Bambino (frammento), datato tra il 1425-50 e attribuito ad un artista vicino al Maestro di Casa Pendaglia e la sinopia di affresco raffigurante la Dormitio Virginis (metà del XV sec), prelevati dalla chiesa di Santa Maria Nuova.

Dalla chiesa di Santo Stefano proviene il ciclo di affreschi raffigurante le Storie di San Maurelio (le Esequie, il miracolo e il trasporto del corpo), patrono della città assieme a San Giorgio. La paternità del ciclo è stata attribuita a Vitale da Bologna, che lo avrebbe realizzato nella seconda metà del XIV secolo. Oltre agli affreschi è presente anche una scultura marmorea di Alfonso Lombardi, il San Nicola da Tolentino (XVI secolo), che inizialmente era collocato nella cappella di san Nicola presso la chiesa di Sant’Andrea, ora distrutta.

 

Casa Romei. Sala di Tobiolo e l’Angelo

La sala prende il nome dal riquadro affrescato posto al centro della volta, realizzato da Sebastiano Filippi detto il Bastianino. La scena è quella di Tobiolo che viene consigliato dall’Angelo Raffaele di prendere il pesce dal fiume per ricavare dalle sue interiora miracolosi medicamenti. Lungo la parete superiore, che divide la volta in quattro parti, corre un fregio decorato a grottesche rinascimentali realizzate dalla bottega dei Filippi.

Alle pareti sono esposti affreschi provenienti dall’ex chiesa di San Guglielmo (ora distrutta), la preghiera nell’orto dei Getsemani, realizzata durante la metà del Trecento da un artista della scuola riminese (il Maestro Verucchio o Francesco da Rimini), la Circoncisione, i santi Gismondo, Tommaso e Libera e il San Francesco che riceve le stigmate, questi ultimi tre realizzati nei i primi decenni del Quattrocento da un artista vicino ad Antonio Alberti.

Sala di Davide e Golia

Le decorazioni presenti nel riquadro al centro della volta raffigurano la scena biblica di Davide e Golia e sono realizzate dalla mano del Bastianino, mentre il fregio e la cornice attorno al riquadro sono opera della sua bottega. Il fregio è stato realizzato su due ordini: il primo, posto nella fascia superiore vede raffigurate figure femminili che suonano le trombe separate l’una dall’altra da nastri, mentre quello inferiore è decorato da festoni e pietre preziose.

Un elemento interessante è che questa sala è messa in comunicazione con quella adiacente da un’apertura contornata da un affresco, che probabilmente era utilizzata come passavivande tra gli spazi della casa e del monastero del Corpus Domini.

In questa sala sono esposti frammenti di affreschi realizzati da artisti ferraresi tra il XIII e XVI secolo provenienti dalla chiesa distrutta di Sant’Andrea:

. beata monaca realizzata agli inizi del Cinquecento e collocata nella navata centrale;

. frammento con due figure situato nella cappella alla sinistra del coro e risalente al XVI secolo;

. beato vescovo realizzato agli inizi del XVI secolo. Inizialmente situato sulle pareti della navata centrale;

. beata Chiara da Montefalco facente parte di un ciclo di affreschi della navata centrale. La monaca tiene un libro nella mano sinistra mentre con la destra innalza un cuore;

. santa Caterina d’Alessandria realizzata agli inizi del XVI secolo, facente parte di un ciclo di affreschi collocato nella navata centrale. La santa è raffigurata con abiti rinascimentali. Nella mano destra tiene un libro, in quella sinistra innalza una palma mentre accanto a lei si trova la ruota dentata, suo attributo iconografico;

. Arcangelo Gabriele e santo realizzati nel XIII secolo ma ritoccato successivamente. L’arcangelo e il santo (visibile solo per metà) sono raffigurati in due edicole a sesto acuto entrambe sorrette da una colonna posta al centro dell’affresco;

. Santo con libro e croce astile un tempo situato nel catino absidale e databile agli inizi del XVI secolo. Il santo, presumibilmente Sant’Andrea, è raffigurato su uno sfondo chiaro con tratti obliqui e lingue di fuoco. La figura è rivolta leggermente verso sinistra, e tiene in una mano un bastone a forma di croce astile e un libro nell’altra;

. Sant’Agostino, anch’esso collocato nel catino absidale e datato al XVI secolo: è raffigurato con una mitra, il bastone pastorale, e con un paio di guanti che sorreggono un libro aperto e posto sullo stesso sfondo del Santo con libro e croce astile;

. Vergine annunciata, situata nell’arco trionfale e risalente al XIII secolo seppur sia stata ritoccata. La figura della Vergine è situata all’interno di un’edicola a sesto acuto sorretta da colonne e va posta in rapporto con l’affresco dell’Angelo annunciate e il santo.

La cappella

Tra le due sale appena descritte si trova la cappella, un piccolo ambiente caratterizzato da pareti bianche, arcate a tutto sesto e lesene in cotto. Al suo interno sono stati collocati una scultura in marmo della Madonna con il Bambino realizzata, secondo recenti studi, da Filippo di Domenico da Venezia per Nascimbene Delaìto, personaggio importante presso la corte di Niccolò III d’Este. La Vergine da un lato tiene in braccio il Bambino mentre con la mano destra tiene il manto; poggia su un piedistallo ottagonale su cui è incisa la data di realizzazione, il 1408.

Sulla parete di fronte alla finestra si trova la Crocifissione realizzata attorno agli inizi del 1500 da un artista appartenente alla scuola bolognese per l’allora chiesa di San Guglielmo, ora distrutta.

Artista di scuola bolognese (attribuito), Crocifissione (affresco), inizi XVI sec. Credits: Wikipedia – Sailko.

Il Salone d’Onore di Casa Romei

All’interno della sala, situata sopra il loggiato maggiore, si possono ammirare il soffitto quattrocentesco e le decorazioni a grottesche raffiguranti scene e divinità legate alla mitologia classica, animali e nastri realizzati dalla bottega dei Filippi, e conclusi dopo il 1570 dalla bottega di Ludovico Settevecchi. Lungo il fregio si possono notare gli stemmi araldici del committente Ippolito II d’Este, l’aquila dalle ali spiegate seguito dal motto “AB INSOMNI NON CUSTODITA DRACONE” e quello della famiglia d’Este collocato sulla cappa del camino.

Sulle pareti della sala sono presenti affreschi realizzati per l’ex chiesa di Santa Caterina Martire da un artista padano, che raffigurò Santi e Dottori della Chiesa per il ciclo del Giudizio universale verso il finire del Cinquecento.

Anonimo artista area padana, Crocifissione, 1350. Credits: Wikipedia – Sailko.

Sala della scimmietta

Il nome della sala deriva dall’animale raffigurato nel fregio sopra la cappa del camino, risalente ai primi anni del 1600. Oltre alla scimmia lungo il fregio sono raffigurati altri animali come pappagalli, pavoncelli, fagiani, falchi e tacchini oltre che a combattimenti tra uomini e animali. Qui vengono esposti gli affreschi provenienti dall’ex oratorio dei Battuti Bianchi e Palazzo Paradiso datati alla seconda metà del Trecento.

Sala della scimmietta, particolare fregio, inizi XVII sec. Credits: Wikipedia – Sailko.

Sala verde

Si pensa che all’epoca della sua concezione originaria questo ambiente fosse una camera da letto. L’appellativo “verde” venne dato per il colore del fregio decorato con frutti e foglie, interrotto dallo stemma dell’aquila estense, il tutto realizzato dopo l’innalzamento del soffitto durante il Cinquecento.

Qui sono esposte varie statue e rilievi della Madonna con il Bambino databili tra il XIV e il XVIII secolo, tra cui quella realizzata dalla bottega di Filippo Solari e Andrea Carona, quella di Donatello, di Niccolò di Pietro Lamberti, di Giuseppe Maria Mazza (attribuita) e la Deposizione di Cristo nel sepolcro attribuita ad Alfonso Lombardi.

Alcova

L’alcova di Casa Romei è molto particolare per via del  soffitto ligneo quattrocentesco a cassettoni decorato con xilografie dorate su sfondo verde, probabilmente realizzate da Francesco del Cossa.

Nella sala si trovano due rilievi di profilo che raffigurano Mario Agrippa e Antonino Pio, come si può vedere nel margine inferiore. I busti, realizzati da Gregorio di Lorenzo nella seconda metà del Quattrocento per volere del duca Alfonso I d’Este, erano collocati assieme ad altre dodici figure di grandi personalità romane nella Torre di Rigobello, affianco al Palazzo Ducale.

Oltre a questi vi è un bassorilievo marmoreo di epoca rinascimentale di una testa d’imperatore romano e un Ecce Homo in marmo realizzato da un artista della scuola dei Lombardi nel XVI secolo.

Artista scuola Lombardi, Ecce Homo, XVI sec. Credits: Wikipedia – Sailko.

Casa Romei. Lo Studiolo

La stanza, luogo di studio e meditazione, venne divisa da un tramezzo ligneo in due sale più piccole. Gli ambienti venuti a crearsi furono dedicati alle grammatiche liberali e alla geografia del mondo allora conosciuto, riconoscibili dalle decorazioni e figure allegoriche presenti sulle pareti lignee realizzate da un artista di cui non si conosce l’identità. Sulle pareti della saletta della geografia vennero raffigurate due donne a simboleggiare Europa e Africa, e la stessa rappresentazione femminile venne utilizzata nella sala accanto per simboleggiare la grammatica (ESONTO GRAMATICA : IO SONO LA GRAMMATICA).

 

Biografia

Andrea Sardo, Ferrara. Il museo di Casa Romei. Guida alla visita. Ediz. illustrata, Silvana Editore, 2019.

Sitografia

https://rivista.fondazioneestense.it/it/1998/8/item/332-le-sibille-di-casa-romei
https:/Awww.treccani.it/enciclopedia/giovanni-romei_(Dizionario-Biografico)/

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