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A cura di Denise Lilliu

 

 

In Sardegna, a circa 40 km da Cagliari sorge, direttamente su una penisola ai piedi di Capo Pula, l’antica città di Nora, uno dei siti archeologici più importanti e più visitati della Sardegna.

 

La città di Nora (da Norace, il presunto fondatore) è stata fondata fra il IX e VIII secolo a.C., primo tra gli insediamenti fenici in Sardegna. Con il passare del tempo essa è passata dapprima nelle mani dei cartaginesi e subito dopo è diventata un grande municipium romano. Anche se il periodo romano fu in assoluto il più ricco e prospero per la città, è altrettanto doveroso ed importante ricordare come siano state trovate tracce che attesterebbero una preesistente presenza nuragica.

Dopo la caduta dell’impero romano, la città di Nora venne lentamente abbandonata a se stessa, probabilmente per le ripetute incursioni dei pirati che risalivano nell’isola direttamente dal Nord dell’africa.

La fama della città di Nora è dovuta soprattutto alla presenza delle terme. Altri edifici superstiti della città romana sono il Tempio di Esculapio, la kasbah, il tempio di Tanit, il teatro romano, il tempio, il foro, la casa dell’atrio tetrastilo – dove sono stati rinvenuti alcuni dei mosaici –  ed infine le terme, la basilica, e il macellum. Al di là della presenza di questi edifici, va anche detto che parte della città di Nora si trova sprofondata sotto le acque del mare.

 

I mosaici

La decorazione musiva di Nora risale a un’epoca che va dalla fine del II secolo d.C. all’inizio del IV secolo d.C. In questo periodo, la città visse una fase di grande fioritura soprattutto nei traffici commerciali e nello sviluppo di infrastrutture urbane. I mosaici a Nora si trovano collocati in ambienti diversi (nel frigidarium delle Terme centrali, nella Casa dell’atrio tetrastilo, che è anche l’edificio più conosciuto di Nora, nel Tempio romano e nelle Piccole terme) tutti poco lontani l’uno dall’altro e decorati, a partire dalla consueta unione di tessere colorate disposte una accanto all’altra, a creare dei disegni geometrici piuttosto che figure vere e proprie. Tra i motivi ricorrenti ci sono forme geometriche semplici, intrecci, motivi circolari o floreali, che generalmente si connotano per la presenza di tonalità cromatiche comuni, come l’ocra, il nero, il bianco e il rosso, con una certa presenza anche di tinte azzurre.

 

La casa dell’atrio tetrastilo

Nella cosiddetta Casa dell’atrio tetrastilo, portata alla luce dall’archeologo Gennaro Pesce negli anni 50, e chiamata così per via della presenza di quattro colonne monolitiche, si trovano i mosaici più noti che ne ornano i diversi ambienti interni, recentemente sottoposti ad un intervento di restauro.

La casa, che si trova nella zona sud della penisola, è una delle abitazioni più grandi rinvenute a Nora; visibili risultano infatti, anche a distanza e in tutta la loro imponenza, i quattro pilastri che attirano l’attenzione dei visitatori.  Lo stato di conservazione della casa è per la maggior parte ottimo, eccezion fatta per la parte sinistra, che ha subito le conseguenze dell’azione erosiva del tratto di mare circostante.

La casa è suddivisa in diversi ambienti che accolgono l’ospite con grandi mosaici pavimentali. Nella stanza adibita a camera da letto si trova un mosaico bipartito, che raffigura nell’emblema una nereide[i] seminuda seduta sul dorso di un animale marino, presumibilmente un delfino. L’emblema[ii] oggi risulta consumato e quindi visibile solo per metà.  In questo mosaico prevalgono il bianco, il nero, il porpora e l’ocra. Non mancano, poi, disegni geometrici spigolosi misti a linee morbide e intrecci somiglianti a ghirlande. I tipi di mosaici presenti ci consentono di poter datare la casa tra la fine del II secolo d.C. e la prima metà del III secolo d.C.

 

Il tempio romano

Un altro pavimento mosaicato è presente nel Tempio romano, che si erge da sopra una collina posta precisamente a ovest del foro romano. Risalente al periodo tra la fine del II secolo d.C. e l’inizio del III secolo d.C., anche questo spazio è stato riportato alla luce dall’archeologo Gennaro Pesce negli anni cinquanta.

Il tempio, che è uno degli edifici meglio conservati di Nora, si presenta con un atrio accompagnato da sei colonne, di cui oggi ne è sopravvissuta solo una, costruita solo successivamente all’epoca romana. Insieme all’unica colonna, rimangono, del tempio romano anche la pavimentazione mosaicata, la base della muratura e il fondo della cella destinata a conservare oggetti sacri. Ai piedi del tempio, inoltre, si riunivano i fedeli per la preghiera. Il mosaico che si trova nella pavimentazione del tempio romano non è molto diverso dal resto dei mosaici pavimentati presenti a Nora. Le tessere sono poste vicine tra loro a creare forme geometriche diverse, nello specifico dei rombi di grandezze differenti circondati da una serie triangoli. Il risultato è una composizione modulare, in cui le tinte principali sono ancora il bianco, l’azzurro e l’ocra.

 

Terme centrali

Un altro ambiente in cui è presente un pavimento mosaicato è il corridoio delle terme centrali, ubicate nella zona sud della kasbah.  Anche queste sono state riportate alla luce da Gennaro Pesce, ma di esse rimangono solo pochi resti visibili, come le fondazioni e alcuni frammenti della decorazione pavimentale.

 

Le terme sono formate da diverse camere: gli spogliatoi, il frigidarium in cui troviamo un mosaico, il tepidarium e il calidarium, spazi in cui le acque riscaldate raggiungevano alte temperature. Nelle terme sono presenti anche due colonnati: quello a est permetteva l’accesso agli ambienti freddi, mentre il colonnato a ovest ospitava un altro pavimento, ricoperto da mosaici, databili al III secolo d.C., che, danneggiati in alcune parti, presentano ancora delle forme geometriche: cerchi di grandi dimensioni, quadrati e triangoli che fungono da cornice. Ancora una volta il bianco, il nero e l’ocra sono le tonalità preminenti.

 

Le piccole terme

Le terme centrali non sono le uniche presenti a Nora, e ad esse si aggiungono altri tre complessi termali: le terme di levante, le terme a mare e le piccole terme. Queste ultime, ubicate al lato ovest della penisola, custodiscono un altro pavimento con mosaico, risalente al IV secolo d.C. di cui si sa poco, mancando anche un’adeguata documentazione fotografica.

Gli esempi qui descritti sono, tuttavia, solo gli esempi più eloquenti della decorazione musiva di Nora, mentre altri sono tuttora in via di riqualificazione e ristrutturazione.

 

Informazioni utili

Alcune informazioni utili per chi vuole visitare Nora:

Orario estivo: 9.00-21.00, con ultima visita un’ora prima del tramonto alle 20:00.

Orario invernale: 9:00-17:00, con ultima visita un’ora prima del tramonto.

Prezzo intero 8€ compresa visita guidata.

Prezzo ridotto: 4€.

https://www.museionline.info/tipologie-museo/area-archeologica-di-nora.

 

 

Note

[i] nella mitologia greca sono ninfe marine, figlie di Nereo e Doride.

[ii] Riquadro con mosaico al centro dell’ambiente realizzato con tessere di piccole dimensioni e tipico del mondo romano.

 

 

Bibliografia

Gennaro Pesce, Nora. Guida agli scavi, Cagliari, 1972.

Carlo Tronchetti, La casa dell’atrio tetrastilo, in Nora. Recenti studi e scoperte, Pula, 1985.

Carlo Tronchetti, Nora (Sardegna archeologica. Guide e itinerari, 1), Sassari, Carlo Delfino, 1986.

 

Sitografia

http://www.isolasarda.com/nora-itinerario.htm

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